Cosa protegge davvero l'HTTPS
Dal 2018, l'HTTPS è diventato lo standard assoluto del web. Grazie all'iniziativa Let's Encrypt e alle politiche dei browser (Chrome e Firefox segnalano i siti HTTP come “non sicuri”), oltre il 95% del traffico web mondiale è cifrato tramite TLS.
Questa cifratura protegge il contenuto dei tuoi scambi end-to-end: le tue password, i dati della carta di credito, i messaggi e i file. Chi intercetta il tuo traffico Wi-Fi vede solo rumore crittografico, non può leggere ciò che invii o ricevi.
Il Wi-Fi pubblico nel 2026 è quindi fondamentalmente meno pericoloso che nel 2015 per l'intercettazione diretta dei dati. La maggior parte dei consigli allarmistici che leggi risale a un'epoca in cui l'HTTP era ancora onnipresente.
Cosa non protegge
L'HTTPS non nasconde i metadati. Su una rete che non controlli, un osservatore può vedere a quale dominio ti stai connettendo (non l'URL esatto, ma il dominio: grazie all'SNI visibile in chiaro durante l'handshake TLS), a che ora, per quanto tempo e quanti dati vengono scambiati. Questi metadati sono rivelatori.
Un aggressore sulla stessa rete può anche effettuare DNS spoofing se il tuo dispositivo non usa il DNS over HTTPS: sostituendo le risposte DNS legittime con indirizzi che puntano ai propri server. Può creare un hotspot falso con esattamente lo stesso nome del Wi-Fi legittimo (attacco Evil Twin) per intercettare le tue connessioni prima che raggiungano internet. Può anche tentare l'SSL stripping sui rari siti che non hanno l'HSTS attivato.
I rischi reali nel 2026
In pratica, i rischi residui sul Wi-Fi pubblico nel 2026 sono i seguenti:
- →Evil Twin: una rete Wi-Fi fraudolenta che porta esattamente lo stesso nome di quella legittima, una tecnica particolarmente diffusa negli aeroporti e nelle grandi stazioni ferroviarie. Ti connetti a quella che sembra la rete giusta, ma il tuo traffico passa attraverso apparecchiature controllate da un aggressore.
- →DNS spoofing se il tuo dispositivo non impone il DNS over HTTPS: le tue richieste DNS possono essere reindirizzate verso server malevoli.
- →App che usano ancora il semplice HTTP per alcune funzioni (autenticazione, sincronizzazione): una rarità nel 2026, ma esistono.
- →Session hijacking sui siti privi di cookie Secure e SameSite configurati correttamente.
Consigli pratici
Su una rete Wi-Fi pubblica, attivare la VPN prima di qualsiasi connessione resta la buona pratica per eccellenza. Una VPN elimina l'attacco Evil Twin (il tuo traffico è cifrato ancor prima di lasciare il dispositivo) e il DNS spoofing (la tua VPN utilizza i propri server DNS cifrati).
Disattiva la connessione automatica al Wi-Fi sul telefono: è la funzione che ti collega in automatico a qualsiasi rete il cui nome hai già usato in passato. È comoda, ma viene sfruttata dagli attacchi Evil Twin.
Verifica che i siti sensibili (banca, email, acquisti) mostrino il lucchetto HTTPS nel browser prima di inserire qualsiasi dato. Su iOS e Android le app serie impongono l'HTTPS in modo nativo.
Il Wi-Fi pubblico è meno pericoloso di dieci anni fa, ma non è un motivo per abbassare la guardia. I rischi residui: Evil Twin, DNS spoofing, app mal configurate, sono reali e sfruttabili. Con una VPN attiva e il DNS over HTTPS, sei protetto contro praticamente tutti gli attacchi concreti su una rete non protetta.
- Google, "HTTPS encryption on the web", Google Transparency Report (accessed 2026)
- Emily Schechter, "A milestone for Chrome security: marking HTTP as 'not secure'", Google Chrome Blog, 2018
- Cloudflare, "Encrypt it or lose it: how encrypted SNI works", Cloudflare Blog, 2018
- P. Hoffman & P. McManus, "RFC 8484: DNS Queries over HTTPS (DoH)", IETF, 2018
- M. Souppaya & K. Scarfone, "NIST SP 800-153: Guidelines for Securing Wireless Local Area Networks (WLANs)", NIST, 2012
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